BRUTALE E DOLCE 4 OTTOBRE 2025 ORE 21 TEATRO FELIX GUATTARI via orto del fuoco 3, Forlì BRUTALE E DOLCE Con e di: Jasper Dombrowski, Catia Gatelli, Juanjo Sánchez
Video: Marie Baumgarten, Oona Braaker
Sound design: Paolo Migali
Assistente alla regia: Catia Gatelli
Concetto e regia: Saskia Neuthe

Questa mini-performance riprende temi e immagini dallo spettacolo Brutale Dolce del Club Thikwa di Berlino, ispirato alle opere di Caravaggio. Nella produzione originale partecipano undici attori e attrici. Qui, in questa performance, siamo in tre. Ci muoviamo nell’oscurità e osserviamo la bellezza, la brutalità, la caducità e la provocazione. In quale piega del crudele si cela la bellezza? E la brutalitá nella dolcezza? – Cosa riveliamo ecosa rimane nascosto? Chi viene visto, chi resta invisibile? Brutale Dolce scioglie gli estremi e mette in discussione la nostra percezione della bellezza. Guardiamo le nostre ferite senza filtri, incapaci di sfuggire alla violenza grezza e alla tenerezza profonda – a quella tensione che si condensa nel gioco tra luce e ombra.

Il Club Thikwa è un ensemble di 11 membri tra gli 8 e i 62 anni, con e senza disabilità. Attraverso l’allenamento attoriale e la passione, il gruppo ha maturato esperienza e presentato il suo secondo spettacolo: Brutale Dolce. Il lavoro creativo si basa su impulsi teatrali di un collettivo eterogeneo e intergenerazionale. Dopo il debutto con Erfinde Mich (ottobre 2023), Brutale Dolce è andato in scena nel novembre 2024, accolto con grande entusiasmo.

Saskia Neuthe Comprensione estetica e pratica del Teatro inclusivo una conferenza di: Saskia Neuthe
traduzione: Manuel Cavagna 4 OTTOBRE 2025 0re 21.45 TEATRO FELIX GUATTARI – via orto del fuoco 3, Forlì

Come nascono processi creativi e risultati artistici in ensemble eterogenei e inclusivi – con e senza disabilità, con attori e attrici professionisti e non?
E come si può sviluppare una concezione dell’arte che non solo accolga la diversità, ma la utilizzi in modo consapevole?
Saskia Neuthe offre uno sguardo sul lavoro professionale di un teatro inclusivo di Berlino e riflette sui potenziali estetici e sociali di una pratica artistica aperta.


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