
Venerdì 27 giugno la compagnia Quinte Strappate porta in scena all’Arena Rocca di Caterina un tributo a Molière, uno dei più grandi drammaturghi del ‘600, con un grande classico del teatro, “Il malato immaginario”, riscritto e modernizzato. I protagonisti della commedia sono Argante, una vecchia rockstar in pensione e la sua storica segretaria Tonietta. Argante è ossessionato dalle malattie ed è convinto di essere gravemente malato e sul punto di morire. Nonostante Tonietta cerchi di dimostrargli che le sue sono solo fissazioni ipocondriache, Argante segue con attenzione le direttive curative di fantomatici “medici alternativi” che cercheranno di raggirarlo in ogni modo.
La compagnia Quinte Strappate nasce a Cesena nel 2010 e si dedica fin da subito alla produzione di spettacoli di prosa coinvolgendo giovani e adulti di tutto il cesenate. In questi anni di attività, oltre alla produzione di spettacoli teatrali, la compagnia ha portato in scena cene con delitto e ha collaborato con altre realtà del territorio per realizzare serate di beneficenza. Ingresso a pagamento. Per informazioni 35345384
Non potremo mai dirlo con certezza, ma siamo persuasi che se Moliére fosse vissuto ai giorni nostri, il suo più grande successo, il Malato Immaginario, avrebbe comunque visto la luce. Scritto e rappresentato nel 1673, pochi giorni prima che Moliére morisse per tubercolosi, il Malato immaginario è la perfetta rappresentazione dell’uomo vittima di se stesso, delle proprie paure e delle proprie ipocrisie. È l’emblema di come facilmente l’essere umano possa essere raggirato e corrotto fino a rinnegare il proprio raziocinio se posto nelle condizioni favorevoli.E dal quindicesimo secolo ad oggi cosa è cambiato ?
La medicina, la scienza e la tecnologia hanno rivoluzionato le nostre vite, ma le trame e le trappole in cui un uomo spaventato e ipocondriaco può cadere sono ancora più infide e complesse di allora. Troveremo quindi un Malato immaginario catapultato in epoca moderna, dove pseudoscienze, influencer tuttologi e truffatori tecnologici cercheranno in tutti i modi di intrufolarsi nella vita dei nostri protagonisti. Lo spettatore non potrà far altro che vedersi allo specchio e scoprire, tra una risata e l’altra, che il teatro è ancora un potente mezzo di comunicazione


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