Anche per questa edizione di Emilia Romagna Festival, la città di Forlì ospiterà una grande orchestra cinese. È la Wuxi Symphony Orchestra — Wuxi, prima Città della Musica Unesco in Cina — che arriva per la prima volta in Italia, domenica 23 agosto (ore 21) al Duomo di Forlì – Piazza Ordelaffi 1 Forlì

Diretta dalla prestigiosa bacchetta di Daye Lin, con il tenore Xue Haoyin e la virtuosa della suona Zhang Qianyuan. Tra Haydn e Brahms, il concerto presenta in prima esecuzione italiana la Symphonic Suite Flying Apsaras di Li Shaosheng, in un programma che celebra il dialogo tra tradizione sinfonica europea e cultura musicale cinese. Il concerto è organizzato in collaborazione con la Città di Wuxi, il Festival di Lubiana e la Musikverein Kärnten di Klagenfurt.

La serata è intitolata a Padre Matteo Ricci, il gesuita marchigiano che il 24 gennaio 1601 entrò nella Città Proibita dove iniziò la sua opera di divulgazione della cultura occidentale e di studio della civiltà orientale. Imparò la lingua, studiò i classici confuciani, si vestì da letterato cinese. Tra i doni che portò all’imperatore Wanli c’era un clavicordio, strumento allora sconosciuto in Cina, con cui insegnò musica ai musicisti di corte e compose melodie accolte con favore. Proclamato Venerabile da Papa Francesco nel 2022, resta una figura rara: qualcuno che seppe stare in mezzo a due mondi senza appartenere interamente a nessuno dei due, e che proprio per questo riuscì ad avvicinarli.

Haydn apre la serata con la Sonata VII “In manus tuas, Domine, commendo spiritum meum” da Le ultime sette parole di Cristo sulla Croce, penultimo tassello di un capolavoro assoluto commissionato a Haydn nel 1786 per il Venerdì Santo nella cattedrale di Cadice. A seguire la prima italiana della Symphonic Suite Flying Apsaras di Li Shaosheng, Direttore Musicale della Wuxi Symphony Orchestra, formatosi al Central Conservatory di Pechino, alla Juilliard School e all’University of Missouri–Kansas City, le cui composizioni sono eseguite da orchestre come la Russian National Orchestra, l’Iceland Symphony Orchestra e la Shanghai Symphony Orchestra. La suite si articola in cinque movimenti che tracciano un arco dal sogno alla trascendenza, evocando le figure celesti della tradizione cinese, spiriti danzanti che nella pittura e nell’immaginario culturale cinese abitano lo spazio tra terra e cielo. Nel secondo movimento, la Suite si anima attorno alla voce della suona solista: strumento a doppia ancia dalla voce acuta e penetrante, capace di imitare il canto degli uccelli e il suono della parola umana. Zhang Qianyuan, unica interprete ad aver vinto sia il Golden Bell Award che il Wenhua Award, i due massimi riconoscimenti della musica cinese, porta questo suono antico dentro la trama orchestrale con la naturalezza di chi non sente nessun confine da attraversare. Nel quinto movimento, entra anche la voce del tenore Xue Haoyin — già al Jette Parker Young Artists Programme della Royal Opera House, Covent Garden, interprete di un repertorio che va da Verdi a Puccini fino alle grandi opere contemporanee cinesi — che si unisce all’orchestra in un finale il cui titolo recita: il cielo si muove senza mai fermarsi. Brahms chiude con la sua Prima Sinfonia, un lavoro imponente e rigoroso ma di una passione travolgente, che ebbe una gestazione lunghissima e travagliata: Brahms ci mise quasi vent’anni per portarla a termine, schiacciato dal peso gigantesco dell’eredità di Beethoven (che lui vedeva letteralmente come “un gigante che gli marciava alle spalle”).

Nata nel 2023, la Wuxi Symphony Orchestra rappresenta una delle nuove realtà più promettenti della scena musicale cinese. Fondata su un progetto che unisce professionalità, talento giovane e vocazione internazionale, l’Orchestra riunisce musicisti selezionati tra le principali istituzioni musicali cinesi e internazionali, con l’obiettivo di affermarsi come ensemble sinfonico di riferimento a livello mondiale. In pochi anni la Wuxi Symphony Orchestra ha già conquistato l’attenzione internazionale, portando la propria musica in tournée in Russia nel 2025, con concerti a Mosca, San Pietroburgo e Novosibirsk accolti da grande entusiasmo. Il percorso di crescita dell’Orchestra si inserisce nel più ampio sviluppo culturale di Wuxi, proclamata nel 2025 prima “Città della Musica” della Cina all’interno della Rete delle Città Creative UNESCO. Attiva nella diffusione della musica classica e nella promozione del dialogo culturale, la Wuxi Symphony Orchestra collabora con artisti di fama internazionale e propone un repertorio che spazia dalla grande tradizione sinfonica a nuovi linguaggi contemporanei, contribuendo a rafforzare il ruolo della città di Wuxi come nuovo polo musicale sulla scena globale.

Sul podio Daye Lin, primo direttore cinese a vincere nel 2012 il Concorso Internazionale Sir Georg Solti. Direttore Artistico e Primo Direttore della Wuxi Symphony Orchestra, oltre che Direttore Musicale della Shenzhen Symphony Orchestra, Lin Daye è una delle figure più autorevoli della nuova generazione di direttori d’orchestra cinesi. Ha costruito una carriera internazionale caratterizzata da una solida formazione europea, importanti collaborazioni e una costante attività di promozione della musica sinfonica. Formatosi tra il Conservatorio Centrale di Musica di Pechino, il Conservatorio di Musica di Shanghai e la Hochschule für Musik Hanns Eisler di Berlino, dove ha conseguito il Konzertexamen, Lin ha iniziato la sua carriera alla guida della Hangzhou Philharmonic Orchestra e come Direttore Associato della Guangzhou Symphony Orchestra, accompagnando quest’ultima in numerose tournée internazionali. Vincitore di numerosi riconoscimenti, tra cui gli He Luting Artistic Achievement Awards e il China National Arts Fund Young Performing Artist Award, Lin Daye è oggi impegnato anche nella formazione delle nuove generazioni di musicisti come docente presso importanti istituzioni cinesi. Nel 2025 ha segnato un nuovo primato diventando il primo direttore cinese a dirigere il concerto di apertura del Trans-Siberian Art Festival in Russia.


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