Continua la mostra fotografica “Contrasti urbani, Forlì dentro. Luci, ombre e storie per la riscoperta dell’identità”, un progetto ideato dal Comitato di Quartiere Centro storico e successivamente sviluppato insieme al Foto Cine Club Forlì.
Il progetto nasce dalla volontà di riscoprire la storia di Forlì, le architetture, i cortili, i giardini, le vie e le persone che hanno vissuto in questi luoghi per ritrovare un senso di identità collettiva e dare un contributo alla rigenerazione di alcuni degli spazi rappresentati. A collaborare all’iniziativa sono stati alcuni dei soci del Foto Cine Club Forlì: Elena Arcangeloni, Roberto Baldani, Roberto Benfenati, Patrizia Berti, Giancarlo Billi, Patrizia Casadei, Dervis Castellucci, Tiziana Catani, Milena Celli, Moreno Diana, Serena Ferlini, Maria Ghetti, Paola Giuliani, Loredana Lega, Franco Luciano, Ivano Magnani, Alessandro Maldini, Ilice Monti, Rosalda Naldi, Elia Paone, Verusca Piazza, Claudio Righi, Barbara Taglioni, Valerio Tisselli, Fabrizio Tumidei.
Le opere di questo racconto visivo saranno esposte con gigantografie lungo le pareti esterne dell’ex Filanda Maiani, in via Orto del Fuoco, fino al 30 marzo 2026. “Intendiamo richiamare l’attenzione su tutto il centro storico – dichiara Roberto Angelini, coordinatore del Comitato di Quartiere Centro Storico -, e in particolare sull’area dov’è presente l’antico ex monastero di Santa Maria della Ripa che vorremmo diventasse una parte vitale della città. Questa esposizione vuole essere un primo momento al quale seguiranno la presentazione del libro-catalogo della mostra e diverse camminate per raccontare la storia dei luoghi”.
“Una città possiede sempre due volti – precisa Roberto Baldani, presidente del Foto Cine Club Forlì -. Il primo è quello pubblico, frenetico, quello delle strade che percorriamo ogni giorno, dove lo sguardo scivola rapido sulle facciate e sui percorsi obbligati. Il secondo volto, invece, è quello privato, intimo, nascosto oltre i portoni e le mura di cinta. È una città che non urla, ma sussurra. Questo progetto è stato concepito proprio per esplorare questo secondo volto. Non si è trattato semplicemente di documentare un tessuto urbano, ma di compiere un vero e proprio atto di riscoperta. Seguendo una mappatura preziosa, curata da Gabriele Zelli e dall’architetto Roberto Angelini, i nostri fotografi hanno oltrepassato la soglia del visibile. Hanno puntato l’obiettivo su quella che il regolamento del progetto definiva suggestivamente una geografia silenziosa”.
fonte forlì’ today


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