Al via il progetto “Le Macchine Barocche: Fede, Carità e Spettacolo Civile”, un’iniziativa di valorizzazione storica e culturale dedicata alle antiche confraternite dei Battuti di Forlì e al loro ruolo nella costruzione di un sistema cittadino di assistenza, solidarietà e partecipazione civica. Si tratta di progetto ideato e realizzato dall’associazione culturale Metropolis Aps, in collaborazione con l’associazione culturale Teatro delle Forchette e la Diocesi di Forlì-Bertinoro, collegato alla mostra “Barocco. Il gran teatro delle idee” in corso al Museo Civico San Domenico di Forlì.
Sei grandi installazioni ispirate ai carri allegorici che nel 1636 sfilarono per le strade di Forlì in occasione delle celebrazioni della Madonna del Fuoco. È il cuore della mostra “Le Macchine Barocche: Fede, Carità e Spettacolo Civile”, progetto promosso dall’associazione culturale Metropolis Aps in collaborazione con il Teatro delle Forchette e la Diocesi di Forlì-Bertinoro.
L’iniziativa è stata presentata nella sala d’onore del Vescovado di Forlì da Marco Colonna, presidente di Metropolis, dal vescovo mons. Livio Corazza, dall’architetto Claudio Giannelli, direttore dell’Ufficio per i Beni culturali ecclesiastici della Diocesi, dal vicepresidente di Metropolis Umberto Pasqui e da Mario La Piano.
Collegata alla mostra dedicata al Barocco in corso al Museo Civico San Domenico, l’esposizione sarà visitabile negli spazi del Vescovado nei fine settimana del 20 e 21 giugno e del 27 e 28 giugno, dalle 15 alle 18. Domenica 28 giugno, alle 17, è inoltre previsto un convegno di approfondimento curato da Mario La Piano.
«L’iniziativa si inserisce nel percorso di valorizzazione del patrimonio culturale forlivese e diocesano e intende contribuire alla conoscenza di una pagina significativa della storia cittadina, rendendola accessibile a un pubblico ampio e diversificato», ha spiegato Marco Colonna, ricordando anche le precedenti collaborazioni tra Metropolis e la Diocesi, dai progetti di apertura delle chiese alle iniziative dedicate a Dante fino al restauro dell’“Estasi di San Francesco” del Guercino.
Soddisfazione è stata espressa anche dall’architetto Claudio Giannelli. «Si rafforza con questa iniziativa la collaborazione con l’associazione Metropolis, che ringraziamo per il lavoro svolto e il prezioso contributo alla valorizzazione del patrimonio e della storia religiosa e civile della nostra comunità».
La mostra nasce dalla volontà di recuperare e reinterpretare le spettacolari “macchine” allegoriche che animarono la città nel Seicento. «Attraverso un linguaggio contemporaneo l’iniziativa restituisce il significato storico, sociale e simbolico di queste strutture monumentali, mettendo in luce il contributo delle confraternite allo sviluppo di una cultura della cura e della responsabilità collettiva», ha sottolineato Umberto Pasqui, ideatore del progetto.
Le confraternite dei Battuti, documentate a Forlì già dal XIII secolo, furono infatti protagoniste di attività assistenziali e solidaristiche che oggi potrebbero essere definite una forma di welfare comunitario ante litteram. Gestivano ospedali, assistevano i poveri, accoglievano i pellegrini e sostenevano le persone più fragili, ispirandosi ai principi della misericordia e della solidarietà.
Il percorso espositivo propone sei grandi sagome tridimensionali ispirate alle incisioni storiche che raffigurano le macchine delle confraternite forlivesi: la Salamandra dei Rossi, la Nave di Sant’Elmo dei Verdi, il Carro trionfale dei Celestini, la Selva con l’Arca di Noè dei Bigi, il Carro della Fama dei Bianchi e la Macchina dei Neri. Ogni opera è accompagnata da pannelli divulgativi che ne illustrano il significato simbolico e il contesto storico.
«Più che una rievocazione storica, “Le Macchine Barocche” si propone come un’occasione di riflessione sul rapporto tra memoria, identità urbana e coesione sociale, evidenziando come i temi della cura, dell’inclusione e della dignità della persona conservino una forte attualità», ha concluso Mario La Piano.


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