Giovedì 2 aprile, alle 21.15, il Foto Cine Club Forlì organizza un nuovo appuntamento della rassegna “Storie intorno alla fotografia”, ospitato presso la Parrocchia di San Varano (via Firenze 207). Al centro della serata, la figura di Robert Mapplethorpe, protagonista di un incontro dal titolo “La rappresentazione del corpo”, che si propone di analizzare il sottile confine tra arte, provocazione e pornografia.
A guidare il pubblico in questo percorso sarà il relatore Moreno Diana, che approfondirà il lavoro di uno dei fotografi più influenti e controversi del Novecento. Nato negli Stati Uniti nel 1946, Mapplethorpe si affermò nella New York degli anni Settanta, immerso in un ambiente artistico vivace e sperimentale, tra musica, moda e cultura underground. In quegli anni fu legato anche alla cantante Patti Smith, con cui condivise un sodalizio sia umano che creativo.
La cifra stilistica di Mapplethorpe è riconoscibile: rigoroso bianco e nero, composizioni classiche e una ricerca formale quasi scultorea. Nei suoi scatti trovano spazio ritratti di celebrità, nature morte e soprattutto nudi, maschili e femminili. Ma è nelle immagini esplicite legate alla cultura omoerotica e Bdsm che il fotografo ha acceso il dibattito pubblico, sollevando interrogativi ancora attuali sui limiti dell’arte.
La mostra
l’Oratorio di San Sebastiano (via Pace Bombace) ospita la mostra fotografica “I sette peccati capitali” promossa dal Foto Cine Club Forlì. L’esposizione, con ingresso libero, sarà visitabile dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 18.30
I sette peccati capitali attraversano la storia dell’umanità come simboli delle debolezze più profonde dell’animo umano. Superbia, Avarizia, Lussuria, Invidia, Gola, Ira e Accidia non sono solo concetti morali, ma emozioni, impulsi e contraddizioni che continuano a vivere nella società contemporanea. La mostra fotografica li esplora attraverso immagini che trasformano idee astratte in visioni concrete. Ogni scatto diventa un frammento di racconto: gesti, sguardi, oggetti e atmosfere che rivelano quanto queste inclinazioni siano ancora presenti nella vita quotidiana. La fotografia diventa così uno specchio: non per giudicare, ma per osservare. In questo percorso visivo, i peccati capitali smettono di essere soltanto simboli religiosi e si trasformano in chiavi di lettura dell’esperienza umana, invitando lo spettatore a riconoscere, forse, una parte di sé in ogni immagine.
Chi espone
Il Foto Cine Club Forlì ha scelto questa tematica per la realizzazione della mostra sociale dell’anno in corso. Le socie e i soci che hanno aderito sono stati 38 e ad ognuno di loro, tramite sorteggio, è stato assegnato un peccato capitale da poter svolgere e sviluppare fotograficamente: Verusca Piazza, Serena Ferlini, Enzo Grassi, Tiziana Catani, Giulia Foschi (Accidia); Loredana Lega, Barbara Taglioni, Amadori Sofia, Patrizia Casadei, Loris Ferrini, Elia Paone (Avarizia); Moreno Diana, Nicola Penso, Paola Giuliani, Leonardo Michelini, Ermes Giunchi (Gola); Dervis Castellucci, Fabrizio Tumidei, Milena Celli, Andrea Severi, Deris Lombardi, Alessandro Maldini (Invidia); Roberto Benfenati, Alessandro Tioli, Ivano Magnani, Maria Ghetti, Ilice Monti (Ira); Pietro Solmona, Roberto Baldani, Patrizia Berti, Giancarlo Billi, Rosalda Naldi (Lussuria); Cinzia Giunchi, Valerio Tisselli, Elena Arcangeloni, Jessica Frau, Claudio Righi, Franco Luciano (Superbia). Ad ogni partecipante è stata lasciata la più ampia libertà creativa e realizzativa, compreso, novità assoluta, l’ausilio parziale o totale della AI (immagini riprodotte da Intelligenza Artificiale).



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