L’esposizione, visitabile fino al 22 marzo durante le aperture dell’edificio che la ospita, sarà accompagnata da incontri di carattere culturale e storico per approfondire il ruolo svolto in passato da questa importante arteria stradale, un ruolo che ancora oggi è primario.
La prima conferenza si svolge domenica 18 gennaio alle 16.00, e avrà come relatore Marino Mambelli, giornalista e saggista, che racconterà la nascita della Ditta Bartoletti e di altre attività che un tempo operavano a Carpinello.
Interverrà Franco Bagnara, coordinatore del Quartiere Pievequinta – Caserma – Casemurate.
Coordinerà l’incontro Serena Savoia, presidente dell’Associazione “Amici della Pieve”.
Durante il secondo appuntamento, in programma domenica 15 febbraio alle 16.00, si parlerà dei Circoli che esistevano e di quelli che rimangono lungo la Cervese. In qualità di relatori sono stati chiamati Mario Proli, storico e giornalista, e Federico Morgagni, storico, che con l’ausilio della proiezione di immagini d’epoca, interverranno rispettivamente su: “Il contesto socio-economico di Forlì dal Dopoguerra ad oggi” e “Dalla Taverna Verde di Ospedaletto al Circolo repubblicano di Casemurate: quando tutti frequentavano un locale pubblico”.
Coordineranno l’incontro Antonella Greggi, presidente dell’Associazione Mazziniana Italiana Sezione “Giordano Bruno” di Forlì, e Gabriele Zelli, cultore di storia locale.
L’ultima conferenza, in calendario per domenica 1 marzo sempre alle 16.00, su “Pievequinta e circondario: cronache e politica, avvenimenti e storie del secolo scorso” sarà tenuta da Mauro Mariani, ricercatore e storico. Coordinerà l’incontro Gianfranco Argnani, consigliere dell’Associazione Amici della Pieve
Ingresso libero.
L’allestimento della mostra è a cura dell’Associazione Culturale e Ricreativa “Amici della Pieve”, che organizzerà gli appuntamenti in collaborazione con: i Comitati di Quartiere Pievequinta – Caserma – Casemurate e Carpinello – Castellaccio – Rotta – Bagnolo – Durazzano – Borgo Sisa, l’Associazione Mazziniana Italiana – Sezione “Giordano Bruno” di Forlì, il Circolo dei Cooperatori romagnoli, il Comitato Pro Forlì Storico-Artistica, con il patrocinio del Comune di Forlì.
Nella mostra sono ricordate gran parte delle attività che si svolgevano, località dopo località, lungo la via; dai distributori di benzina ai negozi di tutti i tipi; dai vecchi fabbricati carichi di ricordi ai circoli politici, alle lunghe file di partecipanti ai funerali che si svolgevano tassativamente a piedi con tanto di bandiere di partito agli alunni che raggiungevano le loro scuole a piedi o in bicicletta. Era un mondo che non aveva fretta e che viveva ancora di tradizioni. Tutti ricordano con nostalgia il vecchio baracchino dei cocomeri che durante l’estate dava refrigerio ai viandanti nella curva di Pievequinta, ma non ne abbiamo trovata una sola immagine. Forse era talmente troppo normale che non valeva la pena fotografarlo e quando sarà finito il ricordo di chi ci ha mangiato, sarà veramente finita la sua storia.
Oggi che tutto è cambiato e tutti corrono di più, la mostra serve a ricordare com’era la strada a coloro che hanno abitato o abitano nelle frazioni del forlivese lungo la Cervese, da Ospedaletto fino a Casemurate, nonché a tutti i cittadini che la percorrono quotidianamente.
Per informazioni: 3357144204


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