Perché partecipare
Per vivere un’esperienza teatrale multilingue che intreccia sogni, lingue e culture diverse, valorizzando il teatro come spazio di creatività universitaria giovanile, incontro e inclusione sociale.
Programma
Mercoledì 13 maggio 2026 (apertura porte ore 19.30 – sipario ore 20.00), presso il Teatro Testori, andrà in scena la XXXIV edizione della rassegna teatrale multilingue “Babele Teatrale in Costruzione”, appuntamento che da oltre trent’anni promuove il dialogo interculturale attraverso il linguaggio del teatro.

La rassegna vedrà la partecipazione di studenti e studentesse del Dipartimento di Interpretazione e Traduzione dell’Università di Bologna – Campus di Forlì, coinvolti nel progetto europeo ALPHABETICA EU attraverso il percorso pilota “Sharing Dreams” (SHARD).
ALPHABETICA – Activating Learning Paths: Holistic Arts-Based Education and Training for Inclusion and Cultural Awareness – è un progetto europeo che mira a fornire soluzioni efficaci per consentire a bambini, adolescenti e giovani a rischio di povertà educativa o esclusione sociale di accedere all’arte e all’educazione artistica attraverso processi di ricerca partecipativa e pratiche di co-creazione.
Per molti giovani, infatti, l’accesso all’arte è limitato: spesso viene percepita come un lusso o come un’attività distante dalla propria esperienza quotidiana. In altri casi, le pratiche creative sviluppate spontaneamente dalle persone non vengono riconosciute come forme artistiche. ALPHABETICA nasce proprio per valorizzare il potenziale trasformativo delle arti e promuovere modelli educativi inclusivi e partecipativi.
Il progetto coinvolge 12 azioni pilota in 7 Paesi europei, con attività che si sviluppano in contesti scolastici e comunitari differenti, coinvolgendo bambini dai 3 ai 18 anni, giovani universitari e adulti. Le azioni pilota indagano e sperimentano il ruolo dell’arte come strumento di inclusione sociale, cittadinanza attiva, partecipazione culturale e trasformazione educativa.
Tra le azioni sviluppate in Italia figurano anche:
- ARTEAPPYCOM (Artistic and experiential approaches in plurilingual youth community education), dedicata a pratiche artistiche ed esperienziali in contesti educativi plurilingui;
- FOSTERART (Foster Families for Art and Culture), incentrata sul rapporto tra arte, cultura e inclusione sociale attraverso pratiche partecipative rivolte a giovani e famiglie.
L’azione pilota “Sharing Dreams” (SHARD), al centro della serata del 13 maggio, esplora il potere trasformativo dell’educazione artistica attraverso la condivisione dei sogni e la loro traduzione in forme artistiche differenti: teatro, scrittura, immagini, performance e linguaggi audiovisivi.
L’obiettivo del progetto è utilizzare l’immaginazione come strumento di trasformazione sociale, recuperando desideri, paure, speranze e visioni del futuro per trasformarli in esperienze estetiche collettive capaci di generare nuove possibilità di interpretazione della realtà.
“Sharing Dreams” si sviluppa in diversi contesti educativi formali e non formali:
- Liceo Classico Statale “Dante Alighieri” di Ravenna;
- corso universitario “Teatro, Traduzione Intersemiotica e Adattamento” (Corso di Laurea LinTec) del Dipartimento di Interpretazione e Traduzione;
- laboratorio teatrale extracurricolare multilingue universitario del Centro TraTeÀ;
- laboratorio teatrale presso la Casa Circondariale di Forlì.
Attraverso pratiche artistiche collaborative, il progetto si interroga su alcune questioni fondamentali: come giovani e gruppi socialmente marginalizzati possano partecipare a esperienze educative basate sull’arte; in che modo la trasformazione dei sogni individuali in forme artistiche favorisca empatia, pensiero critico e comprensione interculturale; quale ruolo abbiano immaginazione ed esperienza estetica nella costruzione di visioni future; come il teatro e le arti possano superare barriere linguistiche, culturali e sociali.
Al centro della serata sarà presentato lo spettacolo multilingue Sharing Dreams, esito di un percorso laboratoriale e artistico che intreccia teatro, traduzione intersemiotica, educazione interculturale e pratiche partecipative.
La serata si articolerà in due performance multilingue accomunate dal sogno come filo conduttore poetico e drammaturgico.
La prima performance è curata da studenti e studentesse del corso “Teatro, Traduzione Intersemiotica e Adattamento” (LinTec), coordinati dalle docenti M. Isabel Fernández García, Marie-Line Zucchiatti, Celeste Avendaño e Ivonne Grimaldi. Il gruppo ha co-creato il testo teatrale a partire da La vida es sueño di Pedro Calderón de la Barca, rileggendo il tema del sogno come spazio di riflessione sull’identità, sulla libertà e sulla possibilità di immaginare il futuro.
La seconda performance è realizzata da studenti e studentesse del laboratorio teatrale extracurricolare “Compagnia Teatrale Multilingue SSenzaLimiti”, coordinati da Ivonne Grimaldi e Celeste Avendaño. Il lavoro prende ispirazione da alcune figure femminili del teatro classico — Antigone, Medea, Penelope, Ifigenia e Cassandra — reinterpretate attraverso un processo collettivo di scrittura e co-creazione scenica che intreccia lingue, culture, sogni, visioni e aspirazioni. A partire da queste figure, il gruppo ha immaginato e messo in scena i loro sogni, trasformando la pratica teatrale in un convivio onirico multilingue, uno spazio condiviso di immaginazione, ascolto e creazione collettiva.
La XXXIV Rassegna “Babele Teatrale in Costruzione” si conferma così uno spazio di incontro tra lingue, culture, esperienze e generazioni, dove il teatro diventa strumento di inclusione, ricerca e cittadinanza attiva.
Nata nel 1992, “Babele Teatrale in Costruzione” rappresenta una delle più longeve esperienze di teatro universitario multilingue e interculturale del territorio. Nel corso degli anni la rassegna ha coinvolto studenti e studentesse provenienti da differenti Paesi, lingue e percorsi culturali, promuovendo il teatro come luogo di dialogo, sperimentazione artistica, ascolto reciproco e costruzione collettiva di senso.
Attraverso pratiche di co-creazione scenica, plurilinguismo e traduzione intersemiotica, “Babele” ha sviluppato una ricerca teatrale orientata all’incontro fra differenze linguistiche e culturali, facendo della scena uno spazio aperto alla contaminazione dei linguaggi artistici e alla partecipazione attiva delle comunità coinvolte.
L’edizione 2026 si inserisce nel quadro delle azioni del progetto europeo ALPHABETICA EU e rinnova la vocazione della rassegna a coniugare ricerca, formazione, inclusione sociale e sperimentazione teatrale, confermando il ruolo del teatro come pratica capace di immaginare nuovi modi di abitare il presente e costruire il futuro.

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