
Un treno immaginario, un gruppo di giovani artisti che non si conoscevano e chilometri di strada e di incontri: da qui che nasce il progetto Long Train Running, che unisce sei giovani musicisti provenienti da Castrocaro, Potenza, Roma, Terni, Pesaro e Forlì. Il gruppo torna in città martedì 1 luglio con una serata speciale alla Fabbrica delle Candele, un’occasione per raccontare attraverso la musica, il teatro e le parole ciò che è stato vissuto lungo la strada. A salire sul palco, a partire dalle 21.15, saranno i protagonisti di questo viaggio artistico: Mattia G., Giulia, Tya, Melissa, Enza, Elena, Mattia U., Bruna, il gruppo Maledette Malelingue e il Gruppo Teatro IPS Versari Macrelli di Cesena. A condurre la serata sarà Sarah Fantinelli, voce narrante di un racconto corale.
Ideato e curato da Andrea Marelli, Long Train Running è una produzione dell’Associazione Demodè APS, realizzata all’interno dell’avviso pubblico Fabbrica 2.0, promosso dall’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Forlì. Per informazioni e prenotazioni contattare il 338 1663058.
Long Train Running è molto più di un semplice evento: è il risultato di un percorso collettivo e generazionale, in cui giovani artisti che inizialmente non si conoscevano hanno condiviso chilometri di viaggio, parole, musica e incontri, trasformando l’esperienza in un atto di ascolto, solidarietà e vicinanza.
«Un treno immaginario. Un gruppo di giovani artisti che non si conoscevano. Chilometri di strada, di incontri, di parole scambiate e note condivise», si legge nella presentazione ufficiale dell’evento. Così nasce questo progetto, che si propone come «un’occasione unica per farsi toccare dal vissuto di questi giovani viaggiatori dell’anima, e ritrovare, nelle loro storie, un po’ della nostra».
L’iniziativa rientra nel progetto Fabbrica 2.0, promosso dall’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Forlì, e rappresenta una tappa significativa dell’estate forlivese: non un concerto tradizionale, ma una restituzione creativa e profonda dell’esperienza vissuta dai partecipanti, intrecciando teatro, parole e musica in un dialogo autentico con il pubblico.
«Un evento che è insieme concerto, diario di viaggio e incontro generazionale, nato dall’urgenza di portare bellezza, solidarietà e ascolto in luoghi fragili, attraversando confini geografici ed emotivi»


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