C’è un momento preciso, nel processo creativo di un documentario, in cui la lente della macchina da presa smette di essere un filtro freddo e diventa uno specchio. È in quel confine sottile tra la cronaca e la confessione che si muove la seconda edizione di “Uscire allo scoperto – Raccontarsi con il cinema documentario”, la rassegna che dal 7 al 9 maggio 2026 trasformerà la Sala Teatro della Fabbrica delle Candele di Forlì in un laboratorio di riflessione sull’identità e sulla narrazione del sé.

L’iniziativa, sostenuta dalle Politiche Giovanili del Comune di Forlì, nasce sotto l’egida dell’Associazione Rara nell’ambito del progetto “Che scuola”, avvalendosi della prestigiosa collaborazione con la ZeLIG School for Documentary, eccellenza europea nel settore. Sebbene il cuore del progetto batta per gli studenti delle scuole superiori, l’evento si apre alla città intera, offrendo tre mattinate di visioni e confronti ad ingresso gratuito che promettono di scardinare l’idea del documentario come genere puramente didattico.

Il sipario si alza giovedì 7 maggio con una sfida emotiva di rara potenza: “The Good Intentions” (Le buone intenzioni) di Beatrice Segolini. La pellicola racconta il ritorno a casa della regista dopo sette anni di assenza, non come una semplice visita familiare, ma come un atto di rottura contro un silenzio decennale. Portando la sua troupe tra le mura domestiche, Segolini tenta di infrangere il tabù che circonda la figura del padre. Ne emerge un ritratto familiare teso e vibrante, dove la ricerca della verità si scontra con il timore di ferire gli affetti e con il sospetto reciproco. A guidare il pubblico nella comprensione di un’opera così complessa sarà il tutor Alessandro Rossetto, affiancato da un intervento video della stessa regista.


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